Volterra è costruita su una rupe a quasi 550 metri di quota, battuta dal vento, circondata da paesaggi di argilla bianca erosa, le Balze, che ogni anno mangiano pezzi di città. È una città che sembra non appartenere al paesaggio toscano convenzionale: non ha le colline dolci del Chianti né i borghi rossastri della Val d’Elsa. Ha qualcosa di più aspro, più antico.
Gli Etruschi la chiamavano Velathri, e vi costruirono una delle città più importanti della loro civiltà. Tremila anni di storia su quella rupe si sentono ancora.
L’Ombra della Sera, la statua etrusca con il corpo filiforme che stupì Giacometti, è conservata nel Museo Guarnacci di Volterra. È una delle opere più straordinarie dell’arte antica - in una città che la maggior parte dei turisti non visita mai.
Volterra: 3000 anni di storia su una rupe
Volterra è abitata ininterrottamente da almeno 3000 anni. Prima che gli Etruschi costruissero le loro mura possenti, ancora in parte visibili, c’erano insediamenti dell’età del ferro. Gli Etruschi portarono qui la loro arte, i loro riti funebri, il loro artigianato sofisticato. I Romani conquistarono la città nel 260 a.C. e la trasformarono in municipio romano.
Nel Medioevo, Volterra fu libero comune e poi signoria. Nel Rinascimento, i Medici la conquistarono e costruirono la Fortezza Medicea, ancora intatta, ancora usata come carcere di massima sicurezza.
Quello che colpisce il visitatore di Volterra è la densità temporale: in un raggio di pochi chilometri si trovano tracce di ogni epoca, dalla muraglia etrusca del VI secolo a.C. ai palazzi medievali del XIII, dalle terme romane alla fortezza rinascimentale.
Gli Etruschi a Volterra: il Museo Guarnacci
Il Museo Etrusco Guarnacci di Volterra è uno dei musei etruschi più importanti d’Italia. Fondato nel 1761, è uno dei musei civici più antichi d’Europa, conserva oltre 600 urne cinerarie etrusche, strumenti, gioielli, bronzi.
La collezione di urne cinerarie è eccezionale per quantità e qualità. Le urne etrusche di Volterra hanno un carattere distintivo: il coperchio rappresenta il defunto sdraiato, spesso con un’espressione assorta o malinconica. I rilievi sui fianchi mostrano scene mitologiche.
Due pezzi da non perdere:
L’Ombra della Sera: una statua bronzea etrusca di un giovane con le proporzioni allungate all’inverosimile, un corpo filiforme, quasi surreale. Ha stupito artisti e critici d’arte di tutti i tempi; Giacometti, quando la vide, rimase senza parole.
Urna degli Sposi: un capolavoro di terracotta del I secolo a.C. che raffigura una coppia di anziani sdraiati insieme, con un’espressione di serenità e reciproca complicità. È una delle rappresentazioni più toccanti di affetto coniugale che l’arte antica ci abbia lasciato.
Le Balze: l’erosione che ha inghiottito la città
A nord di Volterra, verso la valle dell’Era, il terreno argilloso è stato eroso nel corso dei secoli fino a creare le Balze, scarpate di argilla bianca e grigia che si sbriciolano costantemente verso il basso.
Il fenomeno non è solo paesaggistico: ha inghiottito pezzi di città. Chiese medievali, edifici romani, parti della necropoli etrusca sono franati nelle Balze nel corso dei secoli. Il monastero camaldolese di Badia, fondato nel X secolo, è ancora lì sull’orlo delle Balze, pericolosamente vicino al bordo.
Si raggiungono a piedi da Volterra in circa 15-20 minuti. Il paesaggio delle argille bianche, con i resti di muri che emergono dall’erosione, è uno dei più particolari della Toscana.
L’alabastro: l’artigianato di Volterra
L’alabastro di Volterra è una roccia alabastrica di grana fine, traslucida, di colore da bianco a grigio. Viene lavorata artigianalmente da secoli per produrre statue, lampade, oggetti decorativi.
Le botteghe di artigiani dell’alabastro si trovano nel centro storico di Volterra. Alcune sono aperte al pubblico e permettono di vedere il processo di lavorazione: la pietra grezza, la sgrossatura, la rifinitura, la lucidatura.
Il Museo dell’Alabastro, nel centro storico, racconta la storia di questa lavorazione dalle origini etrusche ai giorni nostri.
Il Teatro Romano: spettacolare e poco noto
Il Teatro Romano di Volterra è uno dei teatri romani meglio conservati della Toscana, e anche uno dei meno noti. Si trova appena fuori le mura medievali, sul lato nord della città, e si vede dall’alto dalla strada delle mura.
Costruito nel I secolo a.C., aveva una capienza di circa 2000 spettatori. Sono rimasti i gradini della cavea, le fondamenta del palcoscenico, alcune colonne. La posizione, affacciata sulle colline, è suggestiva.
L’ingresso è a pagamento, con orari variabili stagionalmente.
Come arrivare da Poggibonsi
Volterra si trova a circa 35 chilometri da Poggibonsi. Il percorso più comodo è lungo la SS68 verso ovest:
- Da Poggibonsi, si segue la SS68 in direzione di Colle Val d’Elsa e poi verso Volterra
- Si sale su strade panoramiche con belle viste sulla Val d’Elsa e sulla Valdicecina
Il tempo di percorrenza è circa 40-45 minuti. Il parcheggio è fuori le mura del centro storico.
Non ci sono trasporti pubblici comodi per Volterra dai paesi vicini, l’auto è praticamente obbligatoria.
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Hotel Alcide è a Poggibonsi, nel cuore della Val d’Elsa.
A 25 km da Siena, 12 da San Gimignano, nel cuore del Chianti.
Dal 1849, la famiglia Ancillotti accoglie i propri ospiti.