San Gimignano è a 12 chilometri da Poggibonsi. In auto, sono 15 minuti. Eppure, chi arriva per la prima volta dalla pianura e vede profilarsi all’orizzonte le 14 torri medievali sul cielo della Toscana, capisce immediatamente perché questa città viene visitata da milioni di persone ogni anno.
San Gimignano: la Manhattan del Medioevo
Il soprannome è esagerato ma efficace. Nel Medioevo, le famiglie nobili di San Gimignano si sfidavano costruendo torri sempre più alte, chi aveva la torre più alta aveva più prestigio, più difesa, più visibilità. Nella città ne esistevano oltre 70; oggi ne rimangono 14, di cui alcune raggiungono i 54 metri.
Il risultato è uno skyline medievale senza equivalenti in Italia. Visto dall’esterno, specialmente dalla strada che sale da Poggibonsi, San Gimignano sembra un luogo inventato, un set cinematografico del Medioevo che però è vero, fatto di pietra arenaria e mattone.
La città è patrimonio UNESCO dal 1990.
Chi arriva dalla pianura e vede profilarsi all’orizzonte le 14 torri medievali sul cielo toscano capisce immediatamente perché San Gimignano viene visitata da milioni di persone ogni anno. È una di quelle scene che non si dimenticano.
Le torri: quante sono rimaste e perché esistevano
Le 14 torri superstiti sono l’elemento visivo più riconoscibile di San Gimignano, ma la loro storia è meno romantica di quanto sembri. Non erano torri difensive nel senso militare del termine: erano simboli di status, ricchezza e potere familiare.
Costruire una torre richiedeva risorse enormi. L’altezza era proporzionale alla ricchezza della famiglia. Nel XIII secolo, la città contava circa 13.000 abitanti e oltre 70 torri: una densità di costruzioni verticali che non aveva paralleli in Europa.
La Torre Grossa, con i suoi 54 metri, è la più alta tra quelle rimaste ed è di proprietà comunale. Si può salire, offre una delle viste più belle sulla campagna toscana e sul tessuto urbano sottostante, ma le scalinate sono ripide e i posti contingentati.
Il Duomo di San Gimignano: gli affreschi da non perdere
La Collegiata di Santa Maria Assunta, il Duomo di San Gimignano, è una delle chiese più ricche di affreschi in Toscana. L’esterno è sobrio quasi all’eccesso; l’interno esplode di pittura medievale.
Le pareti laterali sono coperte da cicli narrativi dell’Antico e del Nuovo Testamento, realizzati da artisti senesi e fiorentini tra il XIV e il XV secolo. Il ciclo dell’Antico Testamento, sulla parete sinistra, è attribuito a Bartolo di Fredi (1367). Il ciclo della Vita di Cristo, sulla parete destra, è di Barna da Siena.
La Cappella di Santa Fina, nella navata destra, conserva affreschi di Ghirlandaio (1475) che raffigurano la vita della santa locale: sono tra le sue opere più delicate.
L’ingresso alla Collegiata è a pagamento (circa 5 euro), ma vale ogni centesimo.
La Vernaccia: il vino bianco della città
La Vernaccia di San Gimignano è il primo vino italiano ad aver ottenuto la DOC, nel 1966. È un vino bianco secco, prodotto con l’uva vernaccia coltivata sulle colline intorno alla città.
Ha un carattere distinto: dorato, con note minerali, una certa struttura che lo rende diverso dagli altri bianchi toscani (spesso più leggeri). Si abbina bene con i piatti locali, in particolare con il prosciutto di cinta senese, i salumi e il pecorino.
Le enoteche di San Gimignano offrono degustazioni per tutti i livelli: dagli assaggi veloci al banco ai percorsi strutturati nelle cantine. Alcune cantine si trovano fuori dalla città, nelle campagne circostanti, e offrono visite con prenotazione.
Il gelato di Sergio Dondoli: storia di un campione del mondo
Tra le cose più improbabili che si possono trovare in un borgo medievale del XIII secolo c’è la Gelateria Dondoli, in Piazza della Cisterna. Sergio Dondoli è stato campione del mondo di gelateria artistica più volte, e il suo gelato è oggetto di pellegrinaggi gastronomici da tutta Europa.
I gusti sono originali, vernaccia e zafferano, crema di Santa Fina, champelmo, e la qualità è indiscutibilmente alta. La coda fuori dalla gelateria è parte dell’esperienza.
Non è economico, ma è uno di quei posti dove si mangia qualcosa di davvero memorabile.
Quando andare: come evitare la folla
San Gimignano è una delle mete più affollate della Toscana. In luglio e agosto, il centro storico diventa una ressa di turisti che si fa fatica a navigare. La visita diventa quasi piacevole solo nelle prime ore del mattino.
I periodi migliori:
- Novembre-febbraio: la città è quasi vuota, le luci basse e invernali danno un carattere diverso alle torri
- Marzo-aprile: paesaggio bellissimo, folla moderata
- Ottobre: la vendemmia della Vernaccia è in corso, il paese è animato ma non congestionato
In estate, la visita è consigliata nelle primissime ore del mattino, entro le 9, o in tarda serata, quando i bus turistici sono già ripartiti.
Come arrivare da Poggibonsi: 12 km in 15 minuti
Da Hotel Alcide a Poggibonsi, San Gimignano è letteralmente dietro l’angolo: 12 chilometri, 15 minuti di auto. La strada panoramica che sale verso San Gimignano attraversa vigneti di Vernaccia e colline toscane perfette.
In auto: si prende la SS68 da Poggibonsi verso Colle Val d’Elsa, poi la deviazione per San Gimignano. Il parcheggio è fuori dalle mura, tutto il centro è ZTL, ma è facile da trovare e a tariffe ragionevoli.
In bus: dalla stazione di Poggibonsi partono bus della Tiemme per San Gimignano, con frequenza buona. Il bus è utile per chi non vuole preoccuparsi del parcheggio.
Stai pianificando un viaggio in Toscana?
Hotel Alcide è a Poggibonsi, nel cuore della Val d’Elsa.
A 25 km da Siena, 12 da San Gimignano, nel cuore del Chianti.
Dal 1849, la famiglia Ancillotti accoglie i propri ospiti.