A pochi chilometri dal versante sud del Monte Amiata, nascosto tra i boschi di castagno e faggio, c’è un posto che sembra uscito da un film di fantascienza ambientato su un altro pianeta. Si chiama Bagni di San Filippo, e fino a qualche anno fa era conosciuto solo dai toscani del posto. Ora comincia ad attirare visitatori, ma è ancora lontano dalla folla di Saturnia.
Le rocce bianchissime, le vasche calde che scorrono tra il verde del bosco, il silenzio: è un posto che vale il viaggio.
Un canyon di roccia bianca nel mezzo di un bosco toscano, con acque calde che fumano tra le pietre. I Bagni di San Filippo sono uno dei posti più insoliti e meno conosciuti della Toscana.
Il canyon bianco: cosa sono i Bagni di San Filippo
I Bagni di San Filippo sono una serie di sorgenti termali che sgorgano alle pendici del Monte Amiata, nel comune di Castiglione d’Orcia, provincia di Siena. La temperatura dell’acqua alla sorgente supera i 50 gradi.
Ciò che rende il posto visivamente spettacolare non è solo l’acqua calda: è la roccia bianca. L’acqua, ricchissima di carbonato di calcio, deposita il calcare lungo tutto il suo percorso, creando formazioni di travertino bianchissimo, stalattiti, terrazze, vasche naturali, in mezzo al bosco verde scuro.
La formazione più conosciuta si chiama “La Balena Bianca”: una grande concrezione di travertino che si è formata in secoli di depositi minerali e che assomiglia, se si usa un po’ di fantasia, alla schiena di una balena che emerge dal bosco.
L’effetto visivo del bianco accecante del travertino contro il verde intenso della vegetazione è davvero sorprendente.
Come si forma la roccia calcarea bianca
La spiegazione è chimicamente semplice: l’acqua termale, ricca di bicarbonato di calcio disciolto, quando entra in contatto con l’aria perde anidride carbonica. Il calcio non può più restare in soluzione e precipita come carbonato di calcio solido, travertino, appunto.
Nel tempo, strato dopo strato, il deposito di travertino crea quelle formazioni bianche che rendono i Bagni di San Filippo riconoscibili. Il processo è ancora in corso: le rocce cambiano forma ogni anno, nuove concrezioni si formano, le vasche si modificano.
Questo è anche il motivo per cui non ci sono infrastrutture permanenti: tutto cambia.
Come arrivare e dove parcheggiare
I Bagni di San Filippo si trovano nel piccolo borgo omonimo, lungo la strada provinciale SP61 che collega Castiglione d’Orcia con la zona dell’Amiata.
Da Poggibonsi il percorso è:
- SS2 Via Cassia verso sud, fino a San Quirico d’Orcia o Castiglione d’Orcia
- Da lì si segue per Bagni di San Filippo (circa 15 km ulteriori)
Il tragitto totale è di circa 80 chilometri, 1 ora e 15 minuti.
Il parcheggio è un piccolo spiazzo sterrato vicino all’ingresso del percorso. In alta stagione si riempie, ma molto meno velocemente di Saturnia, nei giorni feriali è quasi sempre disponibile. Dal parcheggio, le prime vasche naturali sono a 10-15 minuti a piedi su un sentiero nel bosco.
Le vasche naturali: come funzionano
Le vasche naturali dei Bagni di San Filippo si formano spontaneamente dove l’acqua si raccoglie nelle depressioni del travertino. Non sono costruite né mantenute: dipendono dall’andamento delle sorgenti.
Le vasche variano notevolmente in temperatura: alcune sono quasi bollenti (vicino alla sorgente, oltre 45-50 gradi), altre molto più fresche perché l’acqua si mescola con quella del torrente Onzola. Prima di immergersi, è fondamentale testare la temperatura con una mano.
Le vasche più frequentate e più sicure sono quelle di dimensioni medie, lontane dalla sorgente principale, dove l’acqua è scesa attorno ai 36-40 gradi, piacevole e non pericolosa.
Il fondo è travertino scivoloso. Le ciabatte da scoglio sono consigliate.
Quando andare per evitare la folla
I Bagni di San Filippo sono molto meno affollati di Saturnia, ma nei weekend estivi cominciano ad avere un certo flusso di visitatori.
Il periodo migliore è la bassa stagione: autunno e inverno. In questi mesi, il contrasto tra la neve o l’aria fredda e l’acqua calda crea un effetto ancora più surreale. Le formazioni di travertino sono più visibili perché la vegetazione è meno fitta.
In estate, i giorni feriali del mattino sono quasi sempre tranquilli. I weekend di agosto sono i più affollati.
Combinare i Bagni di San Filippo con Bagno Vignoni
Bagno Vignoni e i Bagni di San Filippo distano circa 20 chilometri l’uno dall’altro, entrambi nella stessa zona della Val d’Orcia meridionale. Combinarli in una giornata è non solo possibile, ma molto consigliato.
Un itinerario possibile dalla base di Poggibonsi:
- Mattina: visita a Bagno Vignoni e piscine delle terme libere
- Pranzo: San Quirico d’Orcia o Castiglione d’Orcia
- Pomeriggio: Bagni di San Filippo
Oppure l’inverso: iniziare dai Bagni di San Filippo la mattina presto (quando sono quasi vuoti), poi spostarsi a Bagno Vignoni per il tardo pomeriggio, quando la luce è più bella sulla vasca della piazza.
In entrambi i casi, Hotel Alcide a Poggibonsi è la base comoda per partire e tornare senza stress.
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A 25 km da Siena, 12 da San Gimignano, nel cuore del Chianti.
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